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Canosa di Puglia Indietro

Canosa di Puglia (dal pugliese Canaus e dal latino Canusium), e' un comune italiano della provincia della BAT (Barletta-Andria-Trani) situato sulla costa adriatica, fra l'altopiano delle Murge al Gargano; sorge a 110 metri di altezza dal livello del mare, in una posizione favorevole, in prossimità del fiume Aufidum-Ofanto.

Informazioni generali Informazioni generali

Canosa è stata occupata da gruppi umani fin dai tempi più antichi. Già per l'età neolitica (6.000-3.000 a.C.) si hanno tracce di frequentazione dell'area da parte di pastori. Per l'età del Bronzo (1800-1200 a.C.) testimonianze più certe della presenza di abitanti sono state ricavate dalla necropoli individuata in località Pozzillo.
Questo è il quadro che si ricava dai numerosi ritrovamenti di strutture edilizie, impianti produttivi e, soprattutto, di aree funerarie.
Canosa fu raggiunta dall'espansione romana nel 318 a.C., quando le aristocrazie che guidavano la città scelsero di stipulare l'alleanza con Roma, pur continuando a mantenere una discreta autonomia, come dimostra il fatto che Canusium continuasse a batter moneta.
Divenne municipium nel I sec. a.C. e, durante l'età di Antonino Pio (seconda metà II secolo d.C.), assunse il nuovo status giuridico di Colonia Aurelia Augusta Pia Canusium, che fu accompagnato da un profondo rinnovamento urbano. In età tardoantica (IV-VI secolo d.C.) la città divenne capoluogo della provincia Apulia et Calabria, sede quindi del governatore provinciale, oltre che diocesi.
Con la dominazione longobarda, tra VII e VIII secolo, Canosa tornò a rivestire un ruolo di dominio nella regione, in quanto sede del gastaldo. Seguì un altro periodo di difficoltà, a causa delle incursioni saracene, tra le quali particolarmente grave fu quella dell'875. Negli anni successivi, la ripresa della Puglia da parte dei Bizantini determinò un periodo favorevole, che durò fino all'XI secolo, quando i governanti scelsero Bari come sede del catepano, spostando quindi i loro interessi sui centri costieri.
Ancora in età sveva si provvide a ristrutturare il castello, nel quale risedette anche Manfredi per un certo periodo; con gli Angioini lo stesso fu adibito a prigione e la città subì danni dalle lotte per la successione.
Fu al centro di un duro assedio che vide gli Spagnoli opposti ai Francesi, nel 1502 e, pochi anni più tardi, divenne feudo dei Grimaldi per oltre un secolo e poi di altre famiglie fino ai Capece Minutolo, nel XVIII secolo.

La ricchezza monumentale della città è impressionante, nonostante le continue spogliazioni subite, citiamo alcuni monumenti:
il Mausoleo Sepolcrate Barbarossa del I e II sec. d.C. monumento funerario, a pianta quadrata sormontato da una cupola su tamburo ottagonale;
l’Arco Onorario del II sec. d.C., chiamato anche  arco Marrone oppure arco Traiano;
il Tempio di Giove Toro, situato all’interno della città, il cui nome è dato proprio dal ritrovamento di una statua di marmo raffigurante Giove;
le Terme di Lomuscio a ca. 300mt dal tempio di Giove, rappresentano proprio delle terme private, in quanto si identificano diversi ambienti come spogliatoi ed alcuni dotati anche di riscaldamento.
Il Castello, occupa la zona più alta della città sul luogo dell’antica acropoli, spesso distrutto e ricostruito, riprende vigore sotto il dominio dei Normanni, successimene diventa sede di diversi feudatari sino ad arrivare al principe Capace Minatolo.
La cattedrale (appartenente al percorso medievale), dedicata a S. Sabino, situata al centro della città, è un esempio di architettura pre-romanica  pugliese. E’ divisa in tre navate con transetto e una sola ampia abside; la navata centrale ed il transetto sono impreziosite da antiche colonne. Molto bella ed interessante è la cripta, in essa era conservato un sarcofago decorato da frammenti di affreschi. Dell’arredo liturgico romano, di notevole interesse, sono  il lambone dello scultore Acceptus e la sedia vescovile di Romualdo.  Nel cortile della cattedrale vi troviamo il Mausoleo di Boemondo d’Altavilla.
Chiesa di San Francesco e Biagio, probabilmente del XIII secolo, un tempo sede della comunità francescana di frati conventuali.
Chiesa di Gesù, Maria, e Giuseppe, della seconda metà dell’800, dedicata alla Madonna delle Salette.
Inoltre la città presenta diversi palazzi ottocenteschi, li ricordiamo in ordine cronologico palazzo Lembo del 1830,  Fracchiolla del 1831, Rossi del 1836, Scocchera del 1856, Visconti del 1855.
Sparse un po’ dappertutto, vi troviamo diverse masserie, risalenti al XVIII, alcune edificate su strutture già esistenti dell’epoca romana. Ne ricordiamo masserie ancora in attivo quali: Iannarsi, Panzanelle, Posta Leone, Quiraldi e Sinesi.

Notizie e curiosità Notizie e curiosità

Il territorio di Canosa, si estende verso sud fino alle pendici delle Murge e verso ovest fino alla valle dell’Ofanto. Prevalentemente pianeggiante è reso molto fertile grazie alla presenza dei bacini del Rendina e del Locone. L’abitato, sorge su ripiani costituiti da placche argillose e sabbie, che poggiano su uno strato calcareo facilmente disgregabile, il tipico tufo di colore bianco-giallastro. Questo materiale ha permesso la costruzione sotterranea di grotte artificiali, la creazione degli ipogei e la costruzione di edifici in superficie. Gran parte del territorio è caratterizzato soprattutto da uliveti e vigneti, in minima parte è rappresentato da pascoli e bosco.
Per quanto riguarda il clima di Canosa è caratterizzato da inverni freddi ed estati miti.

Tra i vini ne citiamo il più rinomato il rosso di Canosa D.O.C., costituito in gran parte da uva di Troia.
Alla base della gastronomia permane la semplicità e la genuinità dei prodotti.

Tra gli eventi più noti vi sono:
Festa patronale S. Sabino, il 9 febbraio, si festeggia il “dies natalis” il giorno della nascita del Santo.
Festa tradizionale, 31 luglio-1-2- agosto, festeggiamenti tradizionali in onore del vescovo San Sabino e dei compatroni Sant’Alfonso M. dei Liguorie la Madonna della Fonte.
Sagra della Percoca, la seconda domenica di agosto, organizzata nella borgata di Lo conia, frazione di Canosa.
Fiera, 20-21 maggio, nella zona Costantinopoli, rassegna della agricoltura e delle attività produttive della valle dell’Ofanto.

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