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Bitonto Indietro

Bitonto, città Pugliese, situata lungo la costa adriatica, e' caratterizzata soprattutto dalla presenza di uliveti e percò ricordata come la città degli ulivi. La produzione di olio ha origini antichissime, difatti l'olio bitontino, era molto rinomato nel XIII secolo, ma la produzione olearia fu perfezionata nel corso del XX secolo, ed a tutt'oggi risulta essere la più importante risorsa economica della città.

Informazioni generali Informazioni generali

Numerosi sono i ritrovamenti (dolmen e menhir) del Paleolitico a Bisceglie. Investiti dalle influenze culturali della Magna Grecia i "Popoli Bitontini" conservarono intatta sino all'invasione romana la propria indipendenza.
Bitonto fu municipio in età repubblicana ed imperiale. Con la decadenza della struttura amministrativa curiale romana, emerge quella paleocristiana, come appare dai recenti scavi sottopavimentali della Cattedrale.
Goti, Longobardi, Slavi e Saraceni lasciarono le loro impronte, gli usi, costumi e tendenze artistiche.
Nel 975 d.c. Zaccaria al seguito di milizie di Bisanzio, sconfisse a Bitonto i saraceni e uccise il loro capo Ismaele. L'esoso governo bizantino creò malcontento, tanto che all'alba dei mille, la città di Bitonto aderì alla lega dei Comuni di Puglia, capitanata da Melo ed Argiro. Fu in questo periodo che numerosi abitanti del contado e dei casali si rifugiarono in città dando vita ad una vera fioritura artistica e civile.
Il 1098 Guglielmo d'Altavilla si definisce "Dominator civitatis Botonti" e instaura una sorta di contea feudale.
Riacquistata l'autonomia con i normanni di Sicilia ( Ruggiero II, Guglielmo I e II), Bitonto divenne centro importante e si avviò la costruzione della nuova cattedrale sulle vestigia di quella paleocristiana e alto medievale
Carlo I d'Angiò normalizzò la situazione locale e dette corpo ad una nuova nobiltà dedita ai traffici ed al commercio.
Conobbe la prima infeudazione nel 1412 con Giacomo Caldora, duca di Bari e signore di Bitonto. Riavuta l'autonomia e la regia demanialità, Bitonto si adornò di nuovo emblema araldico (l'ulivo, con la dicitura " ad pacem promptum designat oliva Botontum", fu sostenuto da due leoni, simboli del reggimento democratico attraverso i sedili e beccato da cinque stormi, chiaro riferimento alle cinque infeudazioni subite).
Nel 1565 la città si dette nuovi Statuti che furono da modelli per Molfetta, Trani e Bari.
Nel 1860 attiva fu infine la partecipazione dei bitontini al processo di unità d'Italia con Vincenzo Rogadeo che fu nominato dal Garibaldi Primo governatore di Puglia. Nel clima di fervore postunitario, il Rogadeo, senatore del regno e sindaco di Bitonto (1870-1875), tento l'emancipazione morale e civile dei cittadini, istituendo un Gabinetto di Lettura, una Scuola Serale di Disegno, affidata al pittore Francesco Spinelli, quale direttore, un Consorzio per oli tipici, curando la viabilità e sinanche la costruzione di strade ferrate.
In un contesto contadino ed analfabeta, il popolo bitontino rimase deluso dalla rivoluzione borghese e, dopo i tristi fatti del 1893, presero corpo prima il movimento socialista e sucessivamente quello cattolico-democratico con Giovanni Ancona Martucci ed il vescovo Berardi.

Come monumenti e chiese da visitare, possiamo citare le seguenti:
la cattedrale detta concattedrale  oppure duomo di Bitonto, famosa per il rinvenimento di un mosaico raffigurante un grifo. È considerata la più completa e matura espressione di stile romanico. La cattedrale, costruita nel XI ed il XII secolo ad imitazione del tempio nicolaiano di Bari, fu dedicata alla Vergine ed a  S. Valentino. Molto pregevole è la facciata con ricco protiro e rosone, mentre all’interno vi troviamo lo splendido ambone di Nicolaus Sacerdos et Magister;
la chiesa del Crocifisso ingloba  il muro affrescato dell'antichissima edicola del Rapestingo (dialettalmente detta “rapèste”, pianta selvatica simile al ravanello). La facciata, si presenta con una parte inferiore in pietra calcarea molto classica e quella superiore  più decorata, in stile barocca. Il campanile, a torre quadrangolare, termina con una cupola piramidale tipica costruzione pugliese a trullo.
la chiesa di S. Gaetano è stata edificata sull'antico Battistero di S. Giovanni e sull'antico palazzo dell'Universitas per volere dei Teatini, come attesta lo stesso stemma. Colpisce molto il severo rigore di una architettura seicentesca definita dalla facciata realizzata a bugnato, preceduta da un'ampia scalinata.
Altri beni culturali, da vedere a Bitonto, sono il Palazzo Sylos-Calò del 1500, il Torrione Angioino che è stato adibito a museo di arte contemporanea, la chiesa di San Domenico, che rappresenta  una delle più  importanti strutture barocche della provincia; e la chiesa Santa Maria del Suffragio o del purgatorio, la quale, durante il periodo pasquale, assume una notevole importanza per i riti della settimana santa.
Tra le altre costruzioni religiose è bene ricordare l’abbazia S. Leo e la chiesa di  S. Francesco d’Assisi.

Notizie e curiosità Notizie e curiosità

Il territorio comunale di Bitonto fa parte del Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Confina a nord con il comune di Giovinazzo ad est con Bari, Modugno e Palo del Colle, a sud con Altamura e Toritto, ed a ovest con Terlizzi e Ruvo di Puglia. Fino al 1928 il comune aveva anche uno sbocco sul mare Adriatico, in quanto amministrava la frazione di Santo Spirito, attualmente quartiere di Bari.

La cucina bitontina si presenta semplice e genuina, come del resto tutta la cucina pugliese. Come primi piatti abbiamo le classiche orecchiette alle cime di rape e la pasta e fagioli. Famosissima è la famosa focaccia di patate un piatto occasionale che la tradizione vuole che  si mangia la domenica. Fra i prodotti della terra ricordiamo i lampascioni, sono delle cipolle selvatiche dal sapore amarognolo; crescono spontaneamente nei terreni incolti e costituiscono una vera prelibatezza.
Riguardo la pasticceria, il dolce tipico da ricordare  è il bocconotto, preparato con pasta frolla e ripieno di canditi e ricotta. Poi abbiamo la colva, fatta con grano, uva, melograno, fichi e mandorle, il tutto amalgamato nel vincotto, preparato in occasione del 2 novembre; mentre a Natale  si preparano le cartellate ed a Pasqua le scarselle, fatti con pasta di mandorle, decorate con confettini o zuccherini colorati ed al centro un uovo sodo, solitamente con la forma di colomba.

Tra gli eventi religiosi più importanti possiamo ricordare: la festa dei Santi Cosma e Damiano, il 26 settembre, la festa in onore dei Santi Cosma e Damiano, mentre la terza domenica di Ottobre c’è la processione, che vede i pellegrini con i ceri istoriati molto pesanti e le statue dei due Santi.

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